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Il Palazzo Reale di Torino è la prima e la più importante tra le residenze sabaude del Piemonte. Fu Emanuele Filiberto a sceglierlo come sua residenza nel 1563 allorchè trasferì la capitale del suo ducato da
Chambery a Torino. E’ collocato nel cuore della città, nella centralissima Piazza Castello, da cui si dipartono le principali arterie del centro storico: via Po, Via Roma, Via Pietro Micca e Via Garibaldi.
Rappresenta il cuore della corte sabauda, che vi dimorò per circa tre secoli, e simbolo del potere della dinastia, e, assieme alle altre dimore reali della cintura torinese, come ad esempio la reggia di Venaria Reale, è parte integrante dei beni dichiarati dall'Unesco quali Patrimonio dell'Umanità.
Conserva il segno degli interventi degli artisti più significativi che operarono a Torino.
Sono visitabili gli appartamenti reali riccamente decorati e arredati dal XVII al XX secolo che documentano l'evoluzione del gusto dei sovrani sabaudi e conservano non soltanto mobili ma anche orologi, porcellane e argenti.
Il Museo del Cinema è l’ unico in Italia e tra i più importanti del mondo, ed è ospitato, dall’ anno 2000 all'interno della Mole Antonelliana di Torino, simbolo della città.
Il percorso espositivo ha una superficie complessiva di 3.200 metri quadrati ed è articolato su cinque livelli: l'Archeologia del Cinema, la Macchina del Cinema, la Collezione dei Manifesti, le Videoinstallazioni e la grande Aula del Tempio.
Quindi, dall’ archeologia del cinema ai giorni nostri, la visita offre un emozionante percorso nella settima arte attraverso le ricche raccolte della sua fondatrice Maria Adriana Prolo (lanterne magiche, scatole ottiche, fotografie, disegni, bozzetti e molti altri oggetti curiosi). E poi spezzoni di film di tutti i generi (amore e morte, horror, animazione, fantascienza, western, surreale, ecc. ecc.).
La Mole Antonelliana fu progettata nel 1862 dall’ architetto Alessandro Antonelli come sinagoga per la comunità ebraica. Dopo l’ iniziale progetto di un edificio di 47 metri con cupola, l’ architetto arrivò a 113 metri provocando l’ abbandono del progetto da parte della comunità ebraica. In seguito venne acquistata del municipio della città e, dopo varie traversie, fu inaugurata nel 1889 (dal figlio dell’ Antonelli, morto l’ anno precedente, Costanzo) nello stesso anno in cui a Parigi si inaugurava la Tour Eiffel. Con i suoi 167.50 metri fu l’ edificio in muratura più alto d’ Europa.
L'ascensore panoramico in funzione all'interno della Mole Antonelliana, grazie ad una cabina ascensore ad alto contenuto tecnologico con pareti realizzate in cristallo trasparente, effettua la sua corsa in un'unica campata a cielo aperto senza piani intermedi fino agli 85 metri del "tempietto" stesso dal quale si può ammirare una veduta aerea del magnifico scenario della città.
La Reggia di Venaria Reale (presa a modello per realizzare Versailles) fu progettata nel 1659 da Amedeo di Castellamonte per il duca Carlo Emanuele II e successivamente trasformata in sontuosa dimora da Michelangelo Garove, Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri. Fu dedicata a Diana, dea della caccia. La Reggia è un complesso di straordinarie proporzioni (480.000 mq), che vive in simbiosi con il borgo e con il parco circostante. Dopo anni di restauro (non ancora terminato) realizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Piemonte e con i fondi dell'Unione Europea, è, dal 12 ottobre 2007 riaperta ai turisti che hanno risposto in modo massiccio facendola balzare ai primi posti fra i musei più visitati in Italia. Un lungo percorso nelle sua sale, intramezzato dal film realizzato da Peter Greenaway intitolato “Ripopolare la corte” ci permette di comprendere i fasti, attraverso dipinti, statue e arredi, della dinastia sabauda. Ospita un centro nazionale di restauro e un polo espositivo sulla storia e la cultura dell'Europa e dei Mediterraneo

E’ un unicum ambientale-architettonico dal fascino straordinario, uno spazio immenso, vario e suggestivo, dove il visitatore non può che restare coinvolto in atmosfere magiche raccolte in un contesto di attrazioni culturali e di loisir molteplici. È costituito da: la Reggia,i Giardini, il Borgo Antico e la Scuderia Juvarriana.
Il Museo Egizio e una tra le più importanti raccolte al mondo dopo quella del Cairo. Fondato nel 1824 da Carlo Felice con l'acquisizione della raccolta del console di Francia in Egitto, il piemontese Bernardino Drovetti, e successivamente arricchito dagli scavi di Ernesto Schiaparelli, il museo consta di circa 30.000 pezzi e documenta la storia e la civiltà dell'Egitto, dal paleolitico all'epoca copta, con pezzi unici e raccolte organiche di oggetti d'arte e d'uso quotidiano e funerario (tra cui la Mensa Isiaca, la tela dipinta di Gebelein, la tomba intatta di Kha e Merit, l'eccezionale tempio rupestre di Ellesjia, la statuaria con il capolavoro di Ramses II).
Dedicato a San Giovanni Battista, il Duomo di Torino e' l'unico esempio in città di edificio rinascimentale, eretto nel 1491-98 per volontà del cardinale Domenico Della Rovere.
Nell’ altare del transetto di sinistra in una teca è conservata la Sindone che verrà ostesa nel 2010. E’ un lenzuolo di lino sul quale è visibile l'immagine di un uomo che porta i segni di torture, maltrattamenti e di una possibile crocefissione. La tradizione identifica l'uomo con Gesù e il lenzuolo con quello che fu usato per avvolgerne il corpo quando egli, morto, fu deposto nel sepolcro. La sua autenticità è oggetto di fortissime controversie.
All’esterno, sul fianco sinistro, staccato dalla costruzione, sorge il campanile, in mattoni, donato dal vescovo De Compeys poco prima della ricostruzione del Duomo. La cella campanaria, progettata da Filippo Juvarra, e iniziata secondo i sui disegni, non fu mai completata.
Piazza San Carlo
Nata dalla matita di Carlo di Castellamonte che la concepì nel 1642 (e la ultimò nel 1650) presenta al centro il monumento equestre di Emanuele Filiberto, opera di Carlo Marocchetti (1838) e da tutti soprannominato ‘l Caval ‘d brons (cavallo di bronzo). Sotto i portici incontriamo locali come i famosi caffè Caval ‘d Brons, San Carlo, Torino e la confetteria dei Fratelli Stratta), empori (come Paissa) e boutiques (come Olympic o San Carlo). Sul lato meridionale, vediamo le cosiddette chiese gemelle: San Carlo a destra e Santa Cristina a sinistra. Palazzo Solaro del Borgo, che occupa il lato est della piazza fianco di Stratta, è stato ricostruito nel 1737 è sede del circolo del Whist fondato da Cavour. Se fino a poco tempo fa Il “salotto bene” di Torino, attraversato da via Roma, era invaso dalle macchine, in occasione dei Giochi Olimpici l'amministrazione comunale ha interamente pedonalizzato la piazza, e realizzato un parcheggio sotterraneo.
Palazzo Madama. Si tratta di un connubio di duemila anni di storia del Piemonte: eretto dai romani in qualità di porta cittadina, Porta Fibellona, per il lato esposto verso il fiume Po, l'edificio divenne prima sistema difensivo, quindi palazzo vero e proprio, simbolo del potere che tenne Torino fino al XVI secolo, quando venne preferito l'attuale Palazzo Reale come sede dei duchi di Savoia.
Abbellito notevolmente sotto la reggenza, nel secolo successivo, delle due Madame Reali (da qui il nome), il vecchio castello medioevale venne riqualificato grazie all'opera del primo architetto di Casa Savoia, Filippo Juvarra: sua è la grande facciata, che domina la piazza che proprio dal Palazzo Madama prende il nome.
Fu osservatorio astronomico dal 1822. Carlo Alberto riconsiderò l'edificio, facendolo sede della Pinacoteca Regia (poi Museo Civico) e successivamente del Senato Subalpino e quindi della Corte di Cassazione: il senato, venne inaugurato l'8 maggio 1848, mentre il re era in guerra contro l'Austria; l'ultima seduta è datata 9 dicembre 1864. L'aula, fino al 1927 ancora integra, venne poi demolita a seguito di lavori interni all'edificio.
Verso la fine dell’ Ottocento inizia l'interesse per la storia del Palazzo, scavando le fondamenta e ritrovando tracce nelle architetture di costruzioni e versioni precedenti.
Diventato sede del Museo Civico d'Arte Antica nel 1934, il castello ha visto nel corso del Novecento lo svolgersi di numerosi restauri e ripristini, che si sono conclusi alla fine del 2006 restituendo alla città un importante documento dei 2000 anni della sua storia.
Il Museo Civico di Arte Antica. Come Museo Civico era stato fondato nel 1860 sulla scia degli ideali dettati dal Risorgimento che portarono all'apertura di analoghe strutture in altre città dell'Italia unita.
Dal 1863, le collezioni ad allora disponibili vennero trasferite in una succursale, in via Gaudenzio Ferrari. Ad esse sono state poi aggiunte quelle via via acquisite grazie ad iniziative del governo cittadino, lasciti da parte di privati, acquisizioni dalle residenze sabaude dismesse e donazioni di Casa Savoia.
Articolato in trentacinque sale, il museo si sviluppa su quattro piani (collegati tra l'oro con un ascensore) oltre ad un punto panoramico situato in una delle torri del castello degli Acaja. Nel piano fossato si trova il lapidario medievale; il piano terra è destinato all'arte del periodo gotico e del rinascimento; il primo piano (o piano nobile) ospita opere espressione del periodo barocco; il secondo piano è dedicato all'arte della decorazione.
Le collezioni custodite al suo interno comprendono oltre settantamila opere (2.500 quelle esposte), di epoche variabili dal medioevo al barocco (XVII e XVIII secolo). Sono comprese opere pittoriche e scultoree, codici miniati, ceramiche, porcellane e maioliche e avori (prevalentemente di provenienza orientale), ori e argenti, oltre ad arredi e tessuti.
Nella quattrocentesca torre denominata Torre dei Tesori sono esposte alcune delle opere più rappresentative del museo tra cui il “Ritratto d'uomo” di Antonello da Messina,
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