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PIATTI TIPICI PDF Stampa E-mail

frittomisto.jpgFritto misto

La nascita di questo piatto è legata al rito della macellazione del maiale, e di altri animali, e alla necessità di non sprecare nulla. In origine il fritto misto annoverava i sanguinacci, il polmone (fricassà bianca), il fegato (fricassà neira). Col tempo si è arricchito nuovi ingredienti e numerose sono le versioni: tipici del Monferrato sono i fiori di zucca e gli amaretti.
 

bollito_misto.jpgBollito misto

E'il piatto più semplice e monumentale della cucina piemontese. La carne lessata in acqua e sale con un bouquet di verdure e nient'altro: niente condimenti elaborati, niente intingoli.
La carne da gustare semplicemente bagnando i bocconi nel sale oppure con la classica sfilata di salse: il bagnetto verde (a base di prezzemolo, acciughe e aglio), il bagnetto rosso (a base di pomodoro), la cognà (mele cotogne e pere cotte nel mosto) la saussa d'avijie (una salsa rinascimentale con miele, noci e senape), la salsa di cren.
Nelle osterie il bollito arriva fumante su grandi patti di porcellana sistemati su un carrello e lo chef si trasforma in sacerdote, officiando un vero e proprio rito con coltellaccio e forchettone a due punte: prima vi servirà la testina (il taglio più grasso) poi la scaramella e i muscoli.
Dopo la triade principale, gli altri quattro pezzi canonici: lingua, coda, cappone e cotechino. Il rito conviviale del bollito vuole dosi consistenti.

agnolotti02.jpgAgnolotti

Gli Agnolotti piemontesi sono una specialità di pasta ripiena tradizionale del Piemonte, e in particolare, della zona del Monferrato, nelle province di Alessandria e Asti.
L'agnolotto è un piatto classico della cucina popolare piemontese: è infatti consuetudine utilizzare per il ripieno gli avanzi di arrosto dei giorni precedenti, triturati e mescolati fra loro.
Pur potendo essere cucinati in diversi modi, sono quattro le ricette tradizionali: con sugo di carne arrosto.
con burro, salvia e parmigiano, con Ragù di carne alla piemontese e in brodo di carne.

bagna-cauda-.jpgBagna càuda

La bagna càuda (letteralmente salsa calda) è un tipico piatto della cucina piemontese, originario in particolare delle Langhe, del Roero e del Monferrato, nelle province di Cuneo, di Torino e di Asti.
È un piatto a base di aglio, burro, olio d'oliva ed acciughe salate. Per tradizione è un piatto tipico del periodo della vendemmia, quindi da consumare prevalentemente in autunno ed in inverno. Una delle leggende sulla sua nascita vuole proprio che venisse preparato per togliere ai vendemmiatori il dolce, spesso quasi nauseante, dell'uva pigiata.
La bagna càuda si consuma intingendovi vari tipi di verdure di stagione cotte e crude (specialmente cardi, cipolle, peperoni, finocchi, foglie di cavolo crude, topinambur, patate e tante altre).
La bagna càuda veniva consumata in maniera conviviale attingendo da un solo contenitore (pèila), posto al centro del tavolo. Oggi sono diventati tradizionali appositi contenitori in terracotta (fojòt) costituiti da una ciotola a cui è sottoposto un fornellino per mantenere calda la salsa. La bagna càuda può essere accompagnata da un vino rosso corposo (possiamo usare il Barbera, il Nebbiolo, il Barbaresco, o il Dolcetto e in particolare la Freisa di Chieri).