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SAPORI DI TORINO PDF Stampa E-mail

cioccolato.jpgCIOCCOLATO

Il cioccolato sbarcò in Europa, al seguito dei conquistadores spagnoli, nel 1528. Dalla corte di Carlo V il cioccolato e i semi di cacao, da cui è tratto, si diffusero nel resto d'Europa. In Italia arrivarono, grazie al duca Emanuele Filiberto di Savoia, a metà del Cinquecento; La nascita del cioccolato è sancita con un apposito Regio Decreto Madama Reale che nel 1678 ne autorizzava la produzione; nel giro di pochi anni le  botteghe torinesi arrivarono a produrre circa 350 kg di cioccolato al giorno, in parte destinati all'esportazione.
Alla fine del '700 il cioccolato divenne una vera e propria industria, con la nascita di impianti e stabilimenti: il primo fu di Caffarel, nella zona Valdocco.
E vale la pena ricordare una piccola grande curiosità riguardante la Nutella, entrata nell'immaginario collettivo internazionale grazie ai film e alla letteratura. L'inventore della mitica crema al cioccolato, Pietro Ferrero, aveva un grande negozio di pasticceria a Torino, a San Salvario; nel 1946 inventò una crema al gusto di cioccolato a buon mercato, per le merende. La leggenda raccontata dai lattai torinesi vuole che a causa del caldo quella crema di cioccolato si sciogliesse dando vita alla Nutella, battezzata così alcuni anni dopo, in epoca di televisione e di pubblicità, da Michele Ferrero, figlio di Pietro.

gianduiotto.jpgIL GIANDUJOTTO

Il gianduiotto o giandujotto è il cioccolatino a forma di barca rovesciata composto tipico di Torino. Solitamente è avvolto in carta dorata o argentata.
Viene ottenuto impastando il cacao e lo zucchero con la famosa nocciola tonda gentile delle Langhe, rinomatissima per la sua qualità.
Già nel 1852, Michele Prochet produceva questa pasta di cioccolato e nocciole già nel 1852 ma, la prima a produrlo  fu la Caffarel nel 1865 e fu distribuito per le strade dalla maschera torinese Gianduja che presentava la dolce novità. Fu il primo cioccolatino impacchettato singolarmente.
Tra i golosi di gianduiotto si annovera Andy Warhol.

 

bicerin.jpgIL BICERIN

Il Bicerin (letteralmente, dal piemontese bicchierino) è una storica bevanda tipica di Torino, evoluzione della settecentesca "bavareisa". E’ una bollente squisitezza composta di caffè espresso appena fatto, cioccolata (preparata con un procedimento segreto) e crema di latte.
Grandi appassionati di Bicerin furono Pablo Picasso ed Ernest Hemingway (che lo inserì fra le cento cose del mondo che avrebbe salvato).

vermouth.jpgIL VERMOUTH

Il vermouth fu inventato nel 1786 da Antonio Benedetto Carpano a Torino, che scelse questo nome riadattando il termine tedesco Wermut usato per una bevanda aromatizzata all’artemisia, un'erba allora usata per distillare l'assenzio.
E’ ottenuto da vini bianchi zuccherini dal sapore neutro e delicato e da piante aromatiche, delle quali la più importante è l'assenzio maggiore.

grissini.jpgGRISSINI

Il grissino è uno dei più celebri e diffusi prodotti della gastronomia del torinese e uno dei più noti della cucina italiana all'estero.
Tradizionalmente la sua nascita si fa risalire al 1675, quando il fornaio di corte Antonio Brunero, sotto le indicazioni del medico lanzese Teobaldo Pecchio, inventò questo alimento per poter nutrire il futuro Vittorio Amedeo II, di salute cagionevole ed incapace di digerire la mollica del pane.
Il successo dei grissini fu particolarmente rapido, sia per la maggiore digeribilità rispetto al pane comune, sia per la possibilità di essere conservato anche per diverse settimane senza alcun deterioramento.
Il nome deriva da quello della gherssa, il classico pane piemontese, di forma allungata.